Gallinae in Fabula Onlus

Piattaforma di volontariato e ricerca sulla diversità a partire dall'animalità e la biodiversità

About

“Se sei un uomo libero, allora sei pronto a metterti in cammino”

H. D. Thoreau

Cosa.

“Gallinae in fabula” è un gruppo di ricerca sulla teoria della diversità finalizzato alle divulgazione dell’antispecismo, e dei suoi principi, nelle società contemporanee – è una organizzazione per il volontariato senza scopo di lucro (Onlus dal 2015), oltre che una rivista registrata presso il CNR con ISSN: 2283-9488.  Riconoscendosi, ovviamente, nel rifiuto di ogni discriminazione nei confronti del vivente, e assumendo l’antiautoritarismo tra i suoi valori di base, il progetto ha tuttavia come finalità primaria la problematizzazione della liberazione animale e degli strumenti pratici atti a raggiungerla, per restituire agli animali il ruolo essenziale e centrale che spetta loro, ma che è stato troppo spesso confinato dalle attuali filosofie e teorie antispeciste.
“Gallinae in fabula” nasce dal desiderio di far dialogare, attraverso la costruzione di una teoria/prassi volta a ridisegnare una coesione interna nel movimento italiano, le diverse realtà/associazioni/coordinamenti, affinché l’obiettivo comune di liberazione animale (dove per animali, ovviamente, si intendono anche gli animali umani) possa essere perseguito a partire da strategie e sinergie che inquadrino i nuclei e principi comuni della costellazione di identità che condividono lo stesso obiettivo.
L’idea guida è che animalismo e antispecismo coincidano: inoltre, anti-specismo, come termine “negativo” (opposizione a qualcosa), è auspicabilmente una parola da superare in favore di “animalismo” (‘essere’ è essere per la vita di ogni animale) e delle sue connotazioni positive spesso coscientemente ignorate, o falsamente interpretate.

Contesto.

Negli ultimi anni, in Italia, il dibattito sull’attivismo e la filosofia animalista ha goduto di grande fermento. Scopo del progetto, complice la partecipazione di alcuni esponenti di tale dibattito, è lavorare ad un antispecismo (chiamato classicamente “morale” o, più recentemente, “debole”) che articoli le sue principali istanze intorno alle strategie immediate e future per la liberazione animale, una nuova concezione dell’animalità e un ripensato rapporto con gli animali non umani. Per questo, i principali progetti e punti su cui “Gallinae in fabula” si articola sono:

  1. Il dialogo tra diverse associazioni e realtà animaliste e antispeciste volto all’individuazione di strategie comuni per la liberazione animale;
  2. La problematizzazione della nozione di “animalità”;
  3. Una nuova concezione degli studi di animal cognition volti alla “rottura” definitiva del falso confine “umano/altri animali”;
  4. La promozione di incontri, eventi, manifestazioni di dialogo trasversale finalizzate alla divulgazione del pensiero animalista e antispecista;
  5. La collaborazione con diverse associazioni, centri culturali, università e media volta alla diffusione delle ricerche teoriche sull’antispecismo e alle rispettive ricadute pratiche e politiche;
  6. La divulgazione di pubblicazioni, articoli e libri finalizzati a far progredire le ricerche antispeciste, dai loro aspetti filosofici, psicologici e politici, fino a quelli antropologici, letterari e sociologici;
  7. La ricerca del dialogo tra il movimento di liberazione animale italiano e le diverse realtà internazionali.

Chi siamo.

Pur riconoscendosi in una determinata visione dell’antispecismo, come teoria e prassi che deve conferire priorità assoluta alla liberazione animale, la redazione del blog – orizzontale e privo di gerarchie interne – si propone di far dialogare le diverse posizioni che lo compongono attraverso uno scambio civile che sappia stimolare negoziati concettuali tra diversi modi di intendere l’antispecismo o l’animalismo, anche, e soprattutto, dando vita ad un autentico, e ormai necessario, confronto tra lo specismo, e le sue istituzioni, e i movimenti rivoluzionari che ne rivendicano il superamento.

Perché.

Il progetto si chiama “Gallinae in fabula” perché crediamo che per liberare gli animali sia necessario anche riscattarli da tutti quei pregiudizi popolari che li vorrebbero stupidi, sporchi, aggressivi, o connotati di altri attributi negativi atti a caricaturizzarli e denigrarli senza scampo.  La cultura del dominio si può e si deve cambiare anche attraverso il linguaggio, scardinando quei luoghi comuni e modi di dire attraverso cui, nel tempo, si è consolidata un’idea falsa, riduttiva e mistificatoria della reale natura dei soggetti oppressi. Le galline da sempre sono considerate stupide e inutilmente ciarliere, tanto che si ricorre a loro come metro di paragone ogni qualvolta si vuole sminuire o offendere l’intelligenza di una donna. Sono inoltre tra gli animali più sfruttati per fini alimentari, costrette a trascorrere la loro (non)esistenza in gabbiette talmente minuscole dove a malapena riescono a respirare.  Ci è piaciuto poi giocare con la nota locuzione “lupus in fabula”, sostituendovi le galline per un rovesciamento semantico teso a riscattarle una volte per tutte dal falso mito che le condanna ad una perenne marginalità ed irrilevanza. Almeno la nostra vorremmo che fosse una favola a lieto fine, dove lupo e galline corrono insieme verso la libertà.
“Gallinae in fabula”, infine, perché noi della redazione, donne e non, siamo orgogliose e orgogliosi di prendere il nome comune di un animale,  per la convinzione che solo capendo che la nostra natura e forma, ovvero i nostri corpi, sono intrecciati da un unico destino con gli “altri” animali, sia davvero possibile intraprendere quel percorso che chiamiamo “liberazione animale”.
La liberazione animale è, del resto, innanzitutto liberazione dell’animalità dell’umano: ritrovandoci animali che dunque siamo, ovvero facendo tutto nella prospettiva degli animali oppressi, e specchiandoci nella loro oppressione, la liberazione diverrà una rivoluzione necessaria, urgente, e concretamente realizzabile.

Creative Commons e Crediti

Tutti i contenuti di “Gallinae in fabula” sono sotto licenza creative commons 3.0. Chiunque può utilizzare, diffondere e anche adattare i contenuti del blog per fini non commerciali, ma è obbligato a citarne la fonte.

Loghi e grafica sono di Michael Dall.

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