Gallinae in Fabula Onlus

Piattaforma di volontariato (ONLUS) e ricerca sulla diversità a partire dall'animalità e la biodiversità

I limiti della Natura. Etica oltre la specie

 

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Vi invitiamo ad un evento davvero importante riguardo gli Animal Studies e l’ecologia che si terrà il 23 gennaio alle ore 16:30 all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, in via Monte di Dio n°14.

Cosa intendiamo quando parliamo di Natura? Essa è un contenitore di eventi imperscrutabili o un perfetto sistema di valori che dal caos genera cangiante armonia? Per alcuni l’etica, quando non nasconde solo bieco antropocentrismo, deve ispirare un atteggiamento volto alla cura della “casa comune” per altri, invece, essa deve spingere alla compassione verso coloro che soffrono al di là dei confini di genere, razza o specie. Innegabilmente, quel gran contenitore chiamato Natura contiene praticamente ogni sensazione e fenomeno senza alcuna considerazione dei destini dei singoli. È dunque necessario agire per emendare questo “atomo opaco del male”?
Il filosofo morale Oscar Horta presenterà la sua posizione circa la necessità di intervenire onde ridurre la sofferenza presente ovunque nel regno animale. Dalla sua posizione anti-ecologista partiranno le riflessioni dello scrittore Andrea Natan Feltrin e del dottorando Nicola Zengiaro. Introdurrà alla conferenza con una riflessione filosofica sui temi trattati e modererà Davide Maranta.

Oscar Horta: “L’etica animale e la questione della sofferenza degli animali nella natura”.
La sofferenza e la morte prematura sono estremamente comuni in natura e spesso prevalgono sul benessere degli animali non umani. Oggigiorno ci sono diverse modalità, anche se su piccola scala, per ridurre la sofferenza degli animali selvatici, mentre gli interventi di maggiore impatto si stanno ancora lentamente elaborando. Per questa ragione dobbiamo pensare a ciò che potrebbe essere fatto per sapere come aiutare gli animali in natura. L’antispecismo sostiene, infatti, che dobbiamo fare tutto il possibile per migliorare la loro condizione ottenendo il maggior impatto positivo per le vite di tutti gli animali. E questa ricerca è l’oggetto di un nuovo campo di studi: la biologia del benessere.

Davide Maranta: “Filosofia dell’ecologia ed ecologia filosofica”.
L’intervento sarà un’introduzione alla giornata di studi sulla filosofia dell’ecologia e dell’animalità. Si sottolineerà l’importanza di porre al centro della speculazione filosofica, nella nostra epoca, la questione della crisi ecologica e la questione dell’animalità, analizzando i diversi motivi. L’epoca contemporanea è “epoca di crisi”. Ed è una crisi senza precedenti, che colpisce l’uomo e la sua civiltà in maniera totale, in ogni suo aspetto e sfera esistenziale. In questione è la modalità intera dello “stare al mondo dell’uomo” e la crisi ecologica non chiama in causa l’umano solamente nella sua sfera pratica, sospinto dal pericolo di una impossibilità per la sua stessa vita di continuare ad esistere su questo pianeta, ma lo interroga anche dal punto di vista teorico. In crisi sono prima di tutto i paradigmi entro cui l’uomo ha interpretato sino ad ora se stesso, la natura e il “posto” che egli occupa al suo interno, finendo per mettere in crisi l’idea stessa di Dio costruita nei secoli. Al centro della questione della crisi ecologica c’è un richiamo a quel nucleo che è l’essenza stessa umana, e che possiamo definire la sua “Persona Morale”. Teorie e prassi vengono determinate nella loro tipologia e qualità, dalla qualità morale dell’uomo e della sua civiltà. La crisi ecologica è solo il riflesso ultimo e più terribile dell’egoismo umano. Per questo essa si presenta, nello stesso tempo, come un’opportunità unica, in grado di permettere all’uomo una riconsiderazione di sé attraverso una ridefinizione della sua essenza, prendendo le mosse da un “ricordare” nuovamente in che consiste veramente la realizzazione piena della sua umanità: l’amore.
Una filosofia dell’ecologia non può che prendere le mosse da una “ecologia filosofica”, cioè da un pensiero che faccia pulizia dentro di sé di tutte le “scorie”, i “rifiuti” teorici e ideologici che hanno determinato una stagnazione nella crescita morale dell’umanità a dispetto di una sua fenomenale evoluzione scientifica e tecnologica, e una prassi caratterizzata dal dominio sulla natura e sul mondo animale, sfruttandoli e violentandoli.

Andrea Natan Feltrin: La Crisi Ambientale e il Futuro dell’Etica.
Oggi si è cominciato, seppur con troppa timidezza, a parlare in maniera più diffusa di riscaldamento globale, perdita di biodiversità e violazione dei limiti planetari. Ma abbiamo davvero capito cosa questo comporti per la vita della nostra specie e degli altri esseri viventi? Probabilmente no, altrimenti un timor panico ci assalirebbe alla constatazione che, nel mentre teorizziamo accurati sistemi morali sempre più inclusivi, stiamo per porre fine ad ogni etica riconosciuta a causa dei “conflitti climatici”. Si può dunque essere animalisti e sostenitori dei diritti civili senza curarsi dell’ambiente in prima istanza? La risposta è un no che attraversa la storia della filosofia sino a giungere a quello sconcertante concetto noto come Antropocene. Nell’Antropocene i limiti dell’umano, il significato di ambiente e l’orizzonte stesso di possibilità di un’etica vengo ad essere ridimensionati e ridisegnati. Ci può essere un ethos con cui camminare verso la fine di un/ del mondo?

Nicola Zengiaro: “Una filosofia animale: come far emergere l’animalità umana”.
Che cosa significa vivere una vita animale? L’intervento cerca di indagare le condizioni di possibilità dell’animalità umana, ossia una vita umana in contatto diretto con la sua esistenza animale. Gli animali non umani hanno un’esistenza corporea, un’adattabilità comportamentale riferita all’ambiente circostante e una vita mentale che si appoggia a entità percettive della sua struttura.
Ciò che separa l’uomo dall’animale, seguendo una lunga tradizione filosofica, è il tipo di rapporto con il mondo. Il rapporto che l’essere umano ha con il mondo è di tipo linguistico, ossia la propria esperienza del mondo, così come il rapporto con gli oggetti del mondo, è filtrata dal linguaggio. Cercare di comprendere cosa significa vivere una vita animale significa cercare di capire che cosa significa vivere senza linguaggio (al di qua del linguaggio).

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Ph&Grafica: Angela Sodano

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Questa voce è stata pubblicata il gennaio 20, 2019 da in Uncategorized.

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