Gallinae in Fabula Onlus

Piattaforma di volontariato (ONLUS) e ricerca sulla diversità a partire dall'animalità e la biodiversità

I Fragili contorni dell’umano nell’epoca della crisi ecologica. Antropocentrismo, antropocene, animalità

 

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Che cosa intendiamo con “crisi ecologica”? A cosa facciamo riferimento quando parliamo di “Antropocentrismo” e “Antropocene”? Che definizione diamo oggi al concetto di “Animalità”?
Nella cornice suggestiva del castello d’Alagno di Somma Vesuviana, cercheremo di riflettere su questi temi dal punto di vista filosofico.

L’incontro sarà impreziosito dall’esposizione delle opere degli artisti del “Collettivo Summa” che gestiscono la galleria indipendente di arte contemporanea O’ Vascio – Room Gallery.

 

Davide Maranta

(Università di Napoli Federico II):

Il pericolo per la vita determinato dalla crisi ecologica, talmente generalizzato da colpire l’intera ecosfera del nostro pianeta Terra, costringe l’uomo a porre in critica il suo paradigma culturale antropocentrico, caratterizzato da una pretesa superiorità ontologica, morale e quindi di specie, entro cui ha interpretato l’intera esistenza nelle sue espressioni molteplici, e a ridefinire concettualmente se stesso, la Natura e i confini tra i due nella loro essenziale relazione di reciprocità.
Possiamo uscire realmente dall’Antropocentrismo? C’è un “al di là” oltre il quale l’uomo può aprirsi ad una relazione con la Natura che non sia più quella del dominio e dello sfruttamento? Ammesso che vi sia un posto del tutto particolare ed unico occupato dall’uomo all’interno del “cosmo”, esso dev’essere inevitabilmente espresso attraverso la signoria insensibile e distruttiva sulla Terra? O un altro modo è possibile?
Prendendo spunto dall’antropologia filosofica di Max Scheler, cercheremo di rispondere a queste domande e di comprendere che la crisi ecologica può trovare una risposta in ciò che il filosofo tedesco chiamava “ordo amoris”, recuperando al centro della vita umana la dimensione qualitativa al posto di quella quantitativa.

 

Andrea Natan Feltrin

(Dottore di ricerca presso l’Università di Santiago di Compostela):

Cosa significa essere l’essere confinario che confini non ha? Cosa significa abitare un corpo animale, forgiato nei millenni, in un’epoca di presunta “dematerializzazione”? Che lezione può trarre l’anthropos dalla crisi ecologico-valoriale di cui è esso stesso causa cosciente? Quale rotta e quale destino dovranno compiersi poiché l’Antropocene non si compia nell’Eremocene? Quale umanità, in ultima istanza, sarà in grado di traghettarsi fuori dalle tempeste del presente? Attraverso una riflessione su agrilogismo, capitalismo e nichilismo ai tempi della crisi ecologica proporrò una discussione sulle potenzialità pedagogiche della catastrofe contemporanea.

 

Nicola Zengiaro

(Dottore di ricerca presso l’Università di Santiago di Compostela):

La conferenza verterà sul tema degli “Animal studies”, in particolare si traccerà un percorso riguardo a com’è stato possibile passare da un’etica animalista ad una filosofia dell’animalità. L’etica animale a partire dagli anni ‘70 ha mostrato certamente la sua forza logico-deduttiva per la salvaguardia dei non umani, però ha dato luogo ad un ampio dibattito concernente le difficoltà e debolezze di un’etica strettamente centrata sul dolore. In questo senso, è stato puntualmente notato come l’antispecismo cosiddetto di “prima generazione” si basi su un modello prettamente umano-centrato, evidenziando quanto un ente sia moralmente rivelante in base alla sua prossimità qualitativa all’umano. La denuncia di antropocentrismo da parte di noti filosofi della scena contemporanea ha ridestato un interesse riguardante il punto di vista dei non umani che pone l’umano fuori dal centro dell’etica. Da quest’idea di decentrare l’umano, ovvero prescindendo dal suo punto di vista sul mondo, è nata una filosofia dell’animalità che cerca di comprendere che cosa significa essere semplicemente un animale. Prendendo le mosse dall’antropologia filosofica si indagherà che cosa significa vedere il mondo come un animale e si cercherà di mostrare l’utilità di una filosofia dell’animalità che ridia spazio alla diversità del non umano.

 

Castello d’Alagno – Somma Vesuviana (Na)
Giovedì 28 giugno ore 17.

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Questa voce è stata pubblicata il giugno 26, 2018 da in Uncategorized.

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