Gallinae in Fabula Onlus

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Antropocene o uomo nuovo

Di Natan Feltrin

napoli-museo-archeologico-atlante-farnese_13243Antropocene…
Negli ultimi anni questo vocabolo dal suono erudito è speso sempre più frequentemente, anche al di fuori dei circoli scientifici, per definire la realtà in cui viviamo, ma… cos’è “Antropocene” e quali implicazioni filosofiche porta con sé?
Molti usano questo termine come sinonimo di “Età dell’uomo”, appellativo decisamente ego referente e tracotante, ma dal punto di vista etimologico Antropocene significa “Uomo Nuovo”, dal greco anthropos (ἄνθρωπος) ovvero uomo e καινός (kainos) nuovo.
Sta di fatto che viene utilizzato per indicare l’attuale epoca geologica.
Tale denominazione è stata frutto di una proposta provocatoria del premio Nobel per la chimica Paul Crutzen, coscopritore degli effetti della decomposizione dello strato di ozono, il quale, secondo un aneddoto riportato dalla scrittrice Elisabeth Kolbert, ad una conferenza di geologia sbottò: «Ora basta. Non siamo più nell’Olocene, siamo entrati nell’Antropocene!».
Molti scienziati di successo vedendo gli sconvolgenti effetti dell’azione umana sulla natura fisicochimico-biologica di Gaia proposero nomi, a volte tanto buffi quanto allarmanti, per ribattezzare l’attuale epoca: Era Catastrofozoica, Homogenocene, Myxocene, Anthrocene e così via…
Alla fine è stato l’appellativo di P. Crutzen a prevalere in questi anni al punto da diventare tema di dibattito al 35esimo Congresso Internazionale di Geologia tenutosi il 29 agosto 2016 a Città del Capo in Sud Africa. Gli esperti lì riuniti hanno unanimamente preso atto di come i segni della presenza umana sulla Terra negli ultimi secoli stiano lasciando impronta indelebile, dal punto di vista geologico, tanto da convenire sulla fine dell’Olocene, iniziato con il termine dell’ultima fase glaciale 11700 anni fa.
L’Olocene, l’epoca “Tutta Nuova”, stando all’etimo greco ὅλος (holos, tutto o intero)
e καινός (kainos, nuovo), è così repentinamente giunta al termine per lasciare posto all’epoca più antropocentrica che sia mai esistita.
A quando risale il trapasso dell’epoca Tutta Nuova?
La data di confine tra Olocene ed Antropocene, per quanto nient’affatto aproblematica, viene stimata alla metà del Novecento in seguito alla traccia lasciata in maniera permanente dall’uso dei primi ordigni nucleari (i test atomici durante la Guerra Fredda).
I radionuclidi presenti nei sedimenti di tutto il mondo non sono però l’unico segno imperituro della umana incidenza su questo Pianeta, al contrario l’elenco è lungo e in continua crescita.
Per intenderci, l’aumento delle temperature, i rifiuti plastici, l’innalzamento e l’acidificazione degli oceani, l’alterazione di alcuni fondamentali cicli biogeochimici, l’incredibile perdita di biodiversità, l’impressionante crescita demografica di Homo sapiens sono solo alcuni degli eventi di cui ipotetici geologi di un lontanissimo futuro (si parla di centinai di milioni di anni) potranno osservare testimonianze fossili.
In questa sede non è mia intenzione fornire una fenomenologia dei cambiamenti di origine
antropica che contraddistinguono il nostro tempo: vi è, infatti, una ampia letteratura scientifica e divulgativa in proposito cui attingere.
Mi domando, invece, cosa vi sia di così nuovo in questo “Uomo Nuovo”?
La scoperta dei combustibili fossili è spesso vista come il vaso di Pandora che ha alterato il naturale ritmo della vita su questo piccolo Pianeta, ma la natura antropologica è cangiata con il mutare della condizione umana?
Marx, nel Manifesto del Partito Comunista in riferimento ai figli del carbone, ovvero la prima borghesia industriale, sosteneva che essi avessero compiuto azioni così straordinarie da rendere poca cosa la costruzione delle piramidi egizie e delle cattedrali gotiche.
Occorre domandarsi se vi sia stato un cambio di marcia nella corsa umana alla conquista del globo o vi sia stato un vero e proprio salto qualitativo.
L’uomo moderno, dalla rivoluzione industriale ad oggi, è qualcosa di altro rispetto all’uomo di 200 mila anni fa o di quello della rivoluzione agricola ad inizio Olocene?
Credo la risposta si collochi nel mezzo: non è mai esistita umanità senza “tecnica”.
Da che è nato, Homo sapiens è sempre stato una specie creativa quanto irrequita, capace di superare ogni barriera geografica e di cacciare ogni altro vivente. A riprova degli effetti antropici di lunga durata sugli ecosistemi che precedono l’Antropocene, il fenomeno noto come Sesta Estinzione può includere anche l’estinzione della megafauna risalente al Pleistocene (l’esempio classico è l’estinzione dei mammut).
La portata della nascita dell’agricoltura, invece, è tale da far pensare che in realtà l’Antropocene abbia avuto inizio già 10 mila anni fa e oggi ne stiamo soltanto osservando il parrossismo.
Stando a questa versione l’Olocene, già brevissimo come epoca geologica, difatto sarebbe assorbito in toto dall’Antropocene.
Come al solito la realtà ci si manifesta come un qualcosa di semipermeabile che difficilmente si presta alle categorie “umane troppo umane”, ma un dato importantissimo non va trascurato in questa narrazione, ovvero la Nostra responsabilità.
L’Uomo Nuovo non è nuovo solo in quanto più potente, ma in quanto, mai prima d’ora, la sua responsabilità nei confronti della Natura si è fatta enorme: oggi ogni singolo cittadino globale, come un novello Atlante, porta sulle proprie spalle il delicato equilibrio del Mondo.
L’umanità, in quanto tale, ha da sempre contribuito a minare gli equilibri della Natura seppur con tassi di incidenza differenti, ma se prima si trattava di un effetto collaterale dovuto a necessità e ignoranza, ora dobbiamo definire tale prassi un crimine contro l’intelligenza.
Antropocene lungi dal significare Età dell’uomo in quanto periodo di trionfo dell’umano sopra le leggi e i vincoli delle natura, come in molti purtroppo credono, è da considerarsi, invece, un’ epoca di altissimo pericolo per l’intera biosfera. Un’epoca che, in definitiva, richiede un nuovo modo di essere umani, una via del sacrificio per un bene più grande, una strada che passa attraverso un’etica della responsabilità e del risarcimento.

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This entry was posted on December 15, 2016 by in Uncategorized.

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