Gallinae in Fabula Onlus

Piattaforma di volontariato e ricerca sulla diversità a partire dall'animalità e la biodiversità

Il progetto RAVE presentato al Museo MAXXI

Dai colli friulani a Roma

Il progetto RAVE East Village Artist Residency è stato presentato al MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo di Roma lo scorso 28 aprile: ideato nel 2011 dalle artiste Isabella e Tiziana Pers in collaborazione con Giovanni Marta, RAVE è un progetto artistico che comprende una residenza che ha luogo ogni estate nella campagna friulana.
All’interno del ciclo di incontri Incontrollabile Bellezza: la condizione contemporanea dell’arte presentati da Hou Hanru, Direttore Artistico del Museo MAXXI, si è tenuto l’evento di presentazione del video La oveja negra realizzato alla RAVE Residency lo scorso anno a Torreano di Cividale dall’artista ospite, la guatemalteca Regina Josè Galindo, già Leone d’Oro alla Biennale di Venezia.
Durante l’incontro è stato anche proiettato il video Inside the Circle realizzato da Adrian Paci per l’edizione RAVE 2011, artista attualmente esposto al MAXXI nella toccante mostra personale Sue proprie mani, visitabile sino al 7 giugno.
Innanzi a un pubblico attento e partecipe è seguito un vivace dibattito su arte, azione e animalità con la partecipazione di Regina Josè Galindo, Benedetta Carpi De Resmini, curatrice, Tiziana Pers, artista, Cecilia Canziani co-direttrice artistica Nomas Foundation di Roma, Diego Sileo, curatore PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano e Giuseppe Garrera collezionista e professore di Storia dell’Arte. La partecipazione di autorevoli esponenti dell’ambito artistico nazionale e internazionale ha conferito all’evento uno spessore che ha prodotto una originale cifra stilistica e di contenuti, che si auspica possa costituire il punto di partenza per nuove riflessioni e dibattiti culturali sul tema dell’altro animale in relazione alle arti visive.
RAVE East Village Artist Residency è infatti la prima residenza che apre la discussione sul ruolo e sulla responsabilità dell’arte contemporanea nei confronti dell’alterità animale e sulla necessità di ripensarsi in una prospettiva biocentrica e antispecista.
La Galindo, che nelle sue performance ha sempre affrontato il dolore di coloro che il potere voleva ridurre al silenzio e all’oblìo, ne La oveja negra diventa un catalizzatore in grado di amplificare la voce degli ultimi per eccellenza: gli animali. Voce che, dalle colline del Friuli dove si è svolta la performance, durante l’azione era giunta all’ex-macello Museo MACRO Testaccio di Roma tramite una diretta streaming a cura di Benedetta Carpi De Resmini.
L’artista guatemalteca parte proprio da una figura cara alle terre friulane, quel Pier Paolo Pasolini che il giorno prima di essere ucciso nella sua ultima intervista disse: ”Piacerebbe anche a me se tutto si risolvesse nell’isolare la pecora nera. Le vedo anch’io le pecore nere. Ne vedo tante. Le vedo tutte. Ecco il guaio”.
Dal testo di Tiziana Pers: ”La oveja nega _ La pecora nera rappresenta la prima azione nel percorso dell’artista in cui l’alterità animale diventa centrale. E lo è in una doppia veste: se da un lato la pecora nera si fa metafora del diverso, dell’outsider, dell’intellettuale dissidente che non può essere ridotto al silenzio (in senso biografico e sociale al tempo stesso, come solo ai grandi artisti è dato fare) la pecora nera è altrettanto ‘il più diverso, l’altro, il mostruosamente altro, l’altro irriconoscibile’ (da Jacques Derrida La Bestia e il Sovrano). La pecora nera è l’altro da noi, e per l’essere umano ogni animale in fondo è una pecora nera.
‘Sotto gli ambiti in cui crepano a milioni i coolie della terra, andrebbe poi rappresentata l’indescrivibile, inimmaginabile sofferenza degli animali, l’inferno animale nella società umana, il sudore, il sangue, la disperazione degli animali’ (Max Horkheimer, Il grattacielo, da Crepuscolo).
E la Galindo lo fa in modo fisico, e concreto. L’artista diventa monumento vivente. Si fa scultura pulsante e immota, radicata nella nuda terra. Per un’ora i suoi arti restano interrati e lei assume le sembianze antropomorfe di una pecora dai capelli scuri, in una ibridazione impossibile. L’artista viva, ma fatta pietra, come monumento alle pecore nere di ogni tempo, alle voci alto levate che per questo furono ‘passate per le armi’.
Insieme a lei una dozzina di pecore salvate dal macello, con i propri agnellini, condividono il momento. Abituate da tempo a vivere in completa libertà su di una vasta collina gestita da un’attivista, vedono il temporaneo margine di un recinto costruito per la performance all’interno di una conca naturale, un anfiteatro adatto a rituali pagani, dove il simulacro è umano.”
L’artista, che nella performance si era fatta interrare in modo da assumere le sembianze di una scultura, ha successivamente realizzato il video dell’azione.
L’incontro è stato realizzato con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. In collaborazione con Trieste Contemporanea, Gallinae in Fabula, Musiz Foundation, Hope, Ukkosen Teatteri  e OIPA. Main partner Vulcano unità di produzione contemporanea.

info:
+39.324.8628511

link:
RAVE Residency:
http://www.raveresidency.com/la-oveja-negra-al-museo-maxxi-di-roma?lang=it
Museo MAXXI:
http://www.fondazionemaxxi.it/2015/04/21/lincontrollabile-bellezza-la-condizione-contemporanea-dellarte/#

Giuseppe Garrera, collezionista, Cecilia Canzian, co-direttrice Momas Foundation, Benedetta Carpi De Resmini, curatrice ex-direttrice MACRO, Regina Josè Galindo, artista,  Tiziana Pers, artista, Diego Sileo, curatore PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano

Giulia Ferracci, curatrice MAXXI, Hou Hanru, Direttore Artistico del Museo MAXXI, Cecilia Canzian, co-direttrice Nomas Foundation, Roma

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This entry was posted on May 14, 2015 by in Arte, Attivismo, Eventi.

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