Gallinae in Fabula Onlus

Piattaforma di volontariato (ONLUS) e ricerca sulla diversità a partire dall'animalità e la biodiversità

Perché guardarli e …come? Breve nota su due padiglioni alla Biennale di Venezia 2015

1_Joan Jonas, They Come to Us without a Word, Production Still di Valentina Sonzogni

La 56ma Biennale d’arte di Venezia, appena inaugurata, presenta quest’anno due padiglioni legati all’ormai celebre e citatissimo testo di John Berger, Why Look at Animals? Se l’importante è che se ne parli, finalmente un piccolo traguardo sembra raggiunto: gli animali sono il soggetto di due tra i padiglioni più discussi e apprezzati, a dimostrazione di come l’incontro con l’alterità animale sia divenuta una priorità nella riflessione culturale del nostro tempo.

L’incontro con l’arte di Joan Jonas, artista americana selezionata per il Padiglione degli Stati Uniti, è poetico ed emozionante. Il titolo “They come to us without a word” (“Vengono da noi senza una parola”) sembra già una risposta alla domanda di Berger su cosa ci sia davvero al fondo del nostro guardare gli animali. L’investigazione lirica della Jonas si svolge attraverso i molti strati dell’installazione che associa video, props performativi, disegni, luci, musica, oggetti trovati e citazioni da Berger e dal nobel Halldór Laxnesse, conducendo una ricognizione della spiritualità della natura, alla ricerca dell’anima animale. L’installazione è concepita come un succedersi di palchi e stazioni teatrali su cui va in scena l’interazione tra uomo e animale: l’amato cane dell’artista che diventa il veicolo attraverso cui guardare e raccontare il mondo, i bambini che interagiscono con degli animali proiettati su schermo, accarezzandoli, o tracciandone il profilo con attenzione e cura. A tratti davvero commovente, il lavoro di Jonas rende percepibile l’importanza del ruolo degli artisti nel contribuire a mutare la sensibilità del proprio tempo, fornendo quegli occhiali speciali che ci aiutano a vedere oltre le consuetudini, in contatto con l’emozione.

http://joanjonasvenice2015.com/

Why_Look_at_Animals_agrimika_Press_Kit_01A pochi passi di distanza, il Padiglione greco presenta quest’anno Why Look at Animals ? AGRIMIKÁ un progetto di Maria Papadimitrou, i cui umori e colori sono lontani da quelli della Jonas. L’artista greca, per la Biennale ha trasferito all’interno del Padiglione greco una conceria di pelli animali tuttora operativa a Volos. La parola Agrimiká in greco descrive quel tipo di animale liminale, che vive ai confini delle nostre città, ma che la pur lunga convivenza con l’uomo non è riuscita ad addomesticare. Simbolo dello sconosciuto per eccellenza, questo tipo di animale è l’alterità assoluta, quella in cui ci specchiamo e che diventa cassa di risonanza per le nostre paure ancestrali: pipistrelli, lupi, orsi sono i protagonisti assoluti della simbologia della paura – dalle favole di Esopo fino alle incisioni di Goya — e oltre. Il titolo del progetto greco include la celebre domanda posta nel saggio di Berger in cui gli animali, esposti allo sguardo del pubblico negli zoo, sono in realtà i “grandi assenti” di questi luoghi e spariscono dietro loro reale e tangibile essenza. Ridotti a trofei o a pelli da arredamento, gli animali popolano lo spazio del padiglione. Un cartello all’entrata segnala, un po’ ingenuamente, che “All Exhibition material comes from findings, without any abuse on animals.” (“Tutto il materiale espositivo proviene da reperti, senza alcun abuso sugli animali”). Gli animali uccisi, non per la mostra beninteso, ci sono però. Come dei santi martirizzati, se ne stanno lì, oltre il tempo, a guardare da dietro i loro occhi di vetro gli spettatori sfilare.

http://agrimika.com/IMG_4618

Se il perché si debba guardarli sembra ormai un fatto assodato, il problema è il come si debba guardarli nell’attesa che arrivi il momento di smettere di guardarli affinché possano tornare alla loro libertà senza più essere impagliati, scuoiati, trasformati in fettine, frittate o caciotte. Gli animali sono ovunque, eppure altamente invisibili. Il gesto poetico dei bambini che accarezzano il video su cui scorrono i volti e i corpi di altri animali nel lavoro di Joan Jonas è forse un’apertura di speranza per il loro futuro. Saranno i bambini di oggi a salvare gli animali di domani. Gli animali di oggi, in questo momento mentre state leggendo, non ci sono già più.

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Questa voce è stata pubblicata il maggio 11, 2015 da in Architettura, Arte con tag , , , , .

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