Gallinae in Fabula Onlus

Piattaforma di volontariato (ONLUS) e ricerca sulla diversità a partire dall'animalità e la biodiversità

Giornata internazionale per i diritti degli animali

di Rita Ciatti

A volte sono stanca. Stanca dell’indifferenza, dell’ottusità, degli sguardi che ti scivolano addosso con fastidio, delle frasi stupide e prive di logica, dell’egoismo, della fretta, dell’aggressività, dei “no grazie” e a volte persino dello scherno.

A volte sono stanca di stare tante ore in piedi a reggere un cartello o di farmi chilometri per partecipare a un evento.

 A volte sono stanca di sentirmi fare sempre le solite domande e di ripetere, ormai quasi a memoria, le stesse risposte.

A volte sono stanca delle provocazioni e degli insulti e dei tentativi delle persone di aggredire per difendersi dai sensi di colpa.

A volte sono stanca della mole di dolore che ti frana addosso all’improvviso quando realizzi che tu sei solo un testimone della sofferenza altrui, ma che in quel preciso momento, e anche dopo, anche adesso, non puoi fare nulla per alleviarla.

 A volte sono stanca perché l’attivismo è un impegno che grava costantemente sulla coscienza e sulla testa, prima ancora che sulle gambe. Quando si finisce un presidio, un banchetto, una manifestazione e si torna a casa, quelle immagini di animali massacrati, schiavizzati, umiliati continuano a rimanere davanti agli occhi e non è facile voltare pagina e mettersi a fare una cosa qualsiasi. Specialmente quando si protesta in certi luoghi dove gli animali sono presenti e dove puoi sentire i loro lamenti, le loro grida, annusare la loro sofferenza, ma sai anche che non puoi fare nulla, almeno sul momento, per liberarli.

E così succede che a volte mi dica “sono stanca, mi prendo un po’ di riposo, in fondo nessuno di noi è così fondamentale”.

Poi per fortuna ci sono giornate come quella di ieri – di un evento organizzato a Roma da Animal Equality in occasione della giornata internazionale dei diritti animali – e allora dentro ti scatta qualcosa, quella stessa scintilla che anni prima ti aveva spinto a diventare un attivista per la liberazione animale.

Sabato 13 dicembre, la splendida vista del Colosseo alle loro spalle, più di cento attivisti si sono disposti ingiornatadirittinimali file per mostrare ai passanti le vittime reali dello sfruttamento degli animali. Contemporaneamente i ragazzi di Animal Equality hanno fatto sentire la registrazione delle urla degli animali dentro ai mattatoi, ottenute tramite il lavoro delle investigazioni sotto copertura, e letto alcuni passaggi veramente strazianti di quello che avviene quotidianamente nei macelli o nei tanti luoghi dove gli animali sono sfruttati e uccisi.

Ascoltare le descrizioni di quella violenza sistemica e sistematizzata è stato pesante. Ma ancor più lo è la consapevolezza che tutto ciò fa parte di un meccanismo di dominio e sfruttamento normalizzato e istituzionalizzato: cioè, considerato normale e ovvio.

L’aspetto che più ferisce è vedere alcuni sguardi deviare da quelle immagini come se fosse una cosa che non li riguardasse o, peggio, come se stessimo parlando di una cosa folle, che non esiste, oppure inopportuna. Come se fossimo esagerati, estremisti, in fondo… sono soltanto animali e si fa così da sempre.

Ecco, tutto ciò a volte è davvero pesante.

Però poi guardi quelle foto di animali massacrati, ascolti con attenzione le descrizioni di ciò che vien fatto loro e capisci che se tu sei lì, a reggere quel cartello, è per un motivo importante. Più che importante, fondamentale. Capisci che quegli animali hanno solo te e pochi altri (il numero di persone che prendono consapevolezza dell’orrore dello sfruttamento animale è in un aumento, ma gli attivisti disposti a spendersi per la causa non sono mai abbastanza, rispetto all’enorme lavoro che ci sarebbe da fare) e che se anche tu smettessi di far sentire la loro voce, di essere un testimone per loro, allora veramente le possibilità che un giorno tutto ciò abbia fine si ridurrebbero ancora.

Penso che fare attivismo di strada, confrontarsi con le persone, per quanto a volte difficile, sia importantissimo perché non solo permette di far uscire allo scoperto orrori che altrimenti resterebbero nascosti e di dare un volto, un nome a quelle vittime che non sono genericamente animali, ma singolarità, individui senzienti unici; ma anche perché dà il metro del sistema che stiamo combattendo, ossia di quanto sia estesa l’ignoranza delle persone in merito a ciò che vien fatto agli animali e quanto forti i meccanismi di difesa e di dissociazione cognitiva in atto.

E allora, anche se a volte sono stanca – siamo stanchi – dobbiamo sforzarci di tenere a mente le bellissime parole scritte sui bigliettini di ringraziamento che ieri Animal Equality ha donato agli attivisti alla fine della manifestazione: sul davanti la foto dello stesso animale presente sul cartello che ogni attivista ha tenuto in mano, sul retro, le parole che loro, gli animali, ci dicono con i loro sguardi: “Quando sembra tutto più duro, ti chiedo di non arrenderti, di continuare a lottare per me, di non smettere di essere la mia voce”.

Grazie ad Animal Equality per l’impegno costante nel combattere una battaglia di giustizia, perché nulla è più giusto che stare a fianco di chi non può difendersi.

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2 comments on “Giornata internazionale per i diritti degli animali

  1. Roberto Contestabile
    December 14, 2014

    “Quando sembra tutto più duro, ti chiedo di non arrenderti, di continuare a lottare per me, di non smettere di essere la mia voce”.

    …nel leggere queste poche parole mi sono commosso, e una stretta allo stomaco mi ha sorpreso…a me, che non mi nutro di animali senzienti! Non sono un attivista stradale come voi, ma dentro di me ho molta consapevolezza e forse è per questa ragione che mi sono commosso! Penso, credo che si debba trasmettere “questo” nella testa delle persone: consapevolezza delle proprie azioni. Bisogna sapere e capire cosa comporta ogni nostra singola azione, anche piccola o banale come purtroppo può apparire. Non è così! Ogni nostra azione moltiplicata per 100.000 o 1 milione…è tantissimo! Nel bene…e nel male!
    Coraggio e determinazione sono le armi giuste per combattere ignoranza e silenzio.

    Grazie a tutti voi per quello che fate, suscitando speranza in persone come me, e tanto sdegno a chi partecipa direttamente e inconsapevolmente al martirio animale.

    Urge una maggiore apertura di coscienza, non fermiamoci proprio ora!

  2. Roberto Contestabile
    December 14, 2014

    Reblogged this on Free Animals, Loved & Respected and commented:
    “Quando sembra tutto più duro, ti chiedo di non arrenderti, di continuare a lottare per me, di non smettere di essere la mia voce”.

    …nel leggere queste poche parole mi sono commosso, e una stretta allo stomaco mi ha sorpreso…a me, che non mi nutro di animali senzienti! Non sono un attivista stradale come voi, ma dentro di me ho molta consapevolezza e forse è per questa ragione che mi sono commosso! Penso, credo che si debba trasmettere “questo” nella testa delle persone: consapevolezza delle proprie azioni. Bisogna sapere e capire cosa comporta ogni nostra singola azione, anche piccola o banale come purtroppo può apparire. Non è così! Ogni nostra azione moltiplicata per 100.000 o 1 milione…è tantissimo! Nel bene…e nel male!
    Coraggio e determinazione sono le armi giuste per combattere ignoranza e silenzio.

    Grazie a tutti voi per quello che fate, suscitando speranza in persone come me, e tanto sdegno a chi partecipa direttamente e inconsapevolmente al martirio animale.

    Urge una maggiore apertura di coscienza, non fermiamoci proprio ora!

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This entry was posted on December 14, 2014 by in Attivismo.

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