Gallinae in Fabula Onlus

Piattaforma di volontariato (ONLUS) e ricerca sulla diversità a partire dall'animalità e la biodiversità

Con gli occhi dell’amore di Christa Blanke

Proponiamo una selezione di brani veramente toccanti da “Con gli occhi dell’amore” di Christamaiale camion-2 Blanke fondatrice di Animals’ Angels, un’organizzazione che si adopera in tutto il mondo per la protezione degli animali durante il trasporto. Questi coraggiosi attivisti (ci vuole coraggio per scendere nell’inferno) accompagnano gli animali durante il loro ultimo viaggio verso la morte, spesso lungo giorni, in condizioni a dir poco terrificanti, per arrecare loro una qualche forma di conforto, in più contrattano di volta in volta con veterinari, trasportatori e doganieri al fine di alleviare, quando possibile, almeno un poco le loro sofferenze; o, male che vada, per rivolgergli quell’unico sguardo d’amore che mai riceveranno nella loro vita. Sono presenti anche alle varie fiere e vendite di animali all’asta, sempre per produrre documentazioni, denunciare, sensibilizzare, aiutare gli animali. Assistono impotenti ai loro ultimi secondi di vita, nei mattatoi di tutto il mondo. 

La Blanke ha raccolto in questo libro-diario le testimonianze di alcuni di questi attivisti,  di cui pochi conoscono l’impegno, sempre e senza compromessi dalla parte degli animali; in più un invito rivolto a tutti: “chi vuole veramente sapere cosa succede agli animali “da reddito” deve recarsi ai mercati del bestiame e alle vendite all’asta. Chi vuole alleviare le sofferenze dei loro ultimi giorni deve seguire gli animali trasportati nei veicoli.”

Ogni testimonianza porta la data e il nome del luogo in cui gli gli attivisti si trovano.

Germania, mattatoio Weissenfels
22 dicembre

Scaricano il camion a tre piani.
Maiali barcollano lungo i corridoi.
Incitati da pungoli elettrici e parolacce.
Sono le 23 e ci sono 14° sotto zero.
La luce abbagliante dei riflettori illumina la scena spettrale.
Le grida dei maiali si mescolano al fragore dei motori.
E alle urla brutali dei lavoranti,
per i quali nulla si svolge abbastanza in fretta.

In questo mattatoio vengono uccisi cinquemila maiali al giorno.
Trentamila la settimana.
Un milione e mezzo all’anno.

Il flusso regolare dei corpi rosati dei maiali si arresta.
Un maiale è sulla soglia fra veicolo e rampa.
Sta lì, immobile.
Le orecchie piegate in avanti.
Il naso al vento gelido.
L’arto posteriore destro è spezzato.
Deve avere forti dolori.
Ma se ne sta lì, completamente immobile.

Il maiale guarda verso di noi.
Verso le nostre piccole candele
che nella corrente della notte d’inverno continuano a spegnersi.

Il maiale guarda verso di noi.
Poi prosegue zoppicando,
a testa alta
scende, la rampa.
Morituri te salutant.
Noi che stiamo per morire ti salutiamo.

Doris, accanto a me, piange.
Poi stringe i pugni nelle tasche del suo giaccone.
La dignità del maiale è intangibile
dice a voce bassa
ed accende una nuova candelina.

Italia, mattatoio per pollame, 14 febbraio

Una zampa giace in una scatola di plastica gialla.
Una singola zampa.
La zampa è grande quanto la mano di Teresa.
Quattro dita, spesse callosità, artigli chiari,
cicatrici nerastre.
Una volta questa zampa era parte di un animale.
Di un tacchino.

Da dove è arrivato?
Come è stata la sua vita?
Chi gli ha staccato la zampa?
È stata un’azione voluta o un incidente?
Ha arrecato forte dolore o era già morto?

Comunque c’era una seconda zampa,
con la quale appenderlo al nastro scorrevole.
Sufficiente per i macellai.

Una zampa nella sporcizia.
Buttata via.
Nessuno ha mai guardato con gli occhi dell’amore,
il tacchino
a cui apparteneva la zampa.
Nessuno si è interessato a lui.
Alle sue gioie e alle sue paure.
Al suo benessere.
Quello che ne resta sono 15 kg di carne di tacchino.
E questa zampa.
Teresa l’ha fotografata.
Come mai?
Non è che una misera zampa.
Teresa vede più di una sola zampa.
Vede un grande volatile bianco dalla cresta rossa
e dagli occhi scuri.
Vede il Signor Tacchino.
Con gli occhi dell’amore.

Teresa prende in mano la zampa con cautela
e la ripone sotto ad una pietra.
E il suo amore trasforma questa azione in un funerale.

Italia, posto di confine di Gorizia,
4 marzo

Il puledro bruno è sull’automezzo
da 21 ore.
Quando gli altri 29 cavalli vengono scaricati,
cerca disperatamente di alzarsi.
Farebbe di tutto pur di non restare indietro solo.
Con gran fatica si tira su.
Zoppicando su tre zampe scende la rampa di carico dell’automezzo.
E subito ripiomba a terra.
L’arto posteriore sinistro si piega con una strana angolatura verso l’alto.
Tenuto solo da un paio di muscoli e dalla pelle.

Julia impedisce che il trasporto prosegua verso l’Italia del sud e chiede che Valentino venga immediatamente abbattuto.

Arriva un operaio.
Fa partire il colpo che stordisce l’animale.
Squilla il suo cellulare.
L’operaio risponde, inizia una vivace discussione.
Trascorre troppo tempo fra lo stordimento e la morte.
Il puledro bruno sta ormai lottando con la morte, è in agonia.
L’operaio continua la sua telefonata.
Per lui la morte di un cavallo non costituisce un evento importante.
Interferisce solo con la normale routine del posto di confine.
Qui la vita di Valentino non vale nulla.

Veramente nulla?

Julia si inginocchia nella polvere dietro l’inceneritore,
accanto al puledro morto proveniente dalla Romania.
Accarezza il ricciolo che ha sulla fronte fra gli occhi senza vita.
Poi drizza con cura l’arto posteriore fratturato e lo adagia accanto a quello buono.
Buon viaggio. Valentino, sussurra.

Italia, macello di Terlizzi,
15 aprile

Marianne aveva notato subito il cavallo baio.
Nel punto di sosta in Ungheria.
Un pesante cavallo da lavoro.
Criniera nera.
Macchia bianca sulla fronte.
Occhi svegli, intelligenti.
Marianne aveva fatto amicizia con lui.
Nel punto di sosta in Ungheria.

Lo incontra di nuovo nella stalla del mattatoio nell’Italia meridionale.
Sta lì, con la testa verso il muro, legato con una fune troppo corta.
Se ne sta lì. In fila con altri 14 cavalli.

Marianne si nasconde dietro ad una colonna.
Ma lui l’ha già notata.
Un grande zoccolo batte sul pavimento in cemento.
Significa:
vieni da me!

Marianne rimane dietro alla colonna.
Il cavallo bruno batte ancora con lo zoccolo.
Vieni da me, ho bisogno di te!
Vuol dire.

Marianne gli si avvicina.
E lui accoccola il muso bianco crema nella sua mano.
Marianne lo guarda, con gli occhi dell’amore.
È tutto quello che può fare per lui.
In questo ultimo giorno della sua vita.

Spagna, mercato di Santiago di Compostela,
8 settembre

Il rumore nell’edificio è assordante.
Maiali strillano.
Capre e pecore belano.
Cavalli nitriscono.
Mucche muggiscono.
I commercianti urlano.
E duemilacinquecento vitelli piangono perché vogliono la mamma.

In mezzo a tutta questa confusione Julia sta inginocchiata vicino a Mirabelle.
Una giovane donna e una vecchia mucca.
Mirabelle è caduta.
Non riesce più a tirarsi su da quel pavimento sdrucciolevole.
Prova e riprova.
E sempre di nuovo le zampe cedono.
Julia le si inginocchia accanto in mezzo all’urina e agli escrementi.
Il commerciante estrae il pungolo elettrico
e mira alla testa della mucca.
Julia mette in mezzo la sua mano.
Una mano piccola, incredibilmente pulita.

L’edificio trattiene il respiro.
Tra il pungolo della tortura e Mirabelle ora c’è qualcosa.
Qualcosa di nuovo.
Qualcosa di diverso.
Qualcosa di caritatevole in mezzo alla brutalità.

L’uomo rispetta la piccola mano.
Non colpisce.
E la piccola mano affettuosa accarezza la povera grande testa.

Advertisements

2 comments on “Con gli occhi dell’amore di Christa Blanke

  1. Giovanni
    March 4, 2014

    Non ci sono altre parole. Solo la voglia di avere il coraggio di fare come loro

    • rita
      March 4, 2014

      Davvero Giovanni.
      Io non so se avrei questo coraggio. Già solo a leggere questi resoconti mi sono sentita mancare il respiro, immagina trovarsi lì, di fronte a quegli sguardi, a quella sofferenza tangibile, sentire quei lamenti, annusare l’odore della morte. Non so proprio se ce la farei.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

Information

This entry was posted on March 4, 2014 by in Articolo, Recensione.

Ricevi le novità dalle galline via mail!

Archivio

Follow Gallinae in Fabula Onlus on WordPress.com

Visitatori

  • 82,570
%d bloggers like this: