Gallinae in Fabula Onlus

Piattaforma di volontariato (ONLUS) e ricerca sulla diversità a partire dall'animalità e la biodiversità

Dialogo tra un filosofo, un ribelle e un cane: il viaggio di Smilla

Un dialogo tra Leonardo Caffo, Paolo Susana e la Smilla.

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All’infuori del cane, il libro è il migliore amico dell’uomo.

Dentro il cane è troppo scuro per leggere

Groucho Marx

Leonardo: Tu e Smilla, che poi dal libro direi più Smilla e tu, una storia in cui umano e animale si fanno – finalmente – soltanto due animali – e viaggiano in giro per l’Italia per dimostrare che un altro modo di vivere su questo pianeta è possibile. Oggi, a libro pubblicato ed esperienza finita, quanta voglia hai di ricominciare? Cosa hai provato – insomma – che sensazioni?

Paolo e Smilla: La voglia di ricominciare è tantissima. Innanzitutto perché il viaggio deve essere completato con le regioni del Sud che non siamo riusciti a visitare e poi perché viaggiare in questo modo lento, gli incontri intensi con le persone umane e non umane, i luoghi visti, hanno lasciato a Smilla e me una inguaribile nostalgia di quelle cinque settimane e mezza vissute in un tutt’uno con le terre percorse.

Certo ora si tratta di lavorare perché Sidecar Smilla sia conosciuto il più possibile, abbiamo realizzato il libro come ben sai, stiamo montando i video girati nella speranza che ne esca un dvd, presentiamo il libro e il progetto ovunque ( a breve saremo anche su Rai3 nazionale).

Leonardo: Smilla ti ha insegnato che ogni cane è unico, così come lo è ogni individuo. Banalità, per noi. Ma conquista enorme per un mondo in cui gli animali, i cani soprattutto, sono oggetti intercambiabili che sembrano adattarsi al motto “morto uno, se ne fa un altro”. Chi è Smilla?

Paolo e Smilla: In effetti per me è normale che Smilla sia Smilla, nella sua unicità di individuo cane, ma noto che le persone, anche quelle ben disposte che vengono alle presentazioni del libro, si meravigliano dell’idea che ho avuto e fanno quelle domande cretine tipo “ma il cane ha guidato?” e amenità del genere.

Poi spiegando cosa abbiamo visto e perché facciamo ciò alcune lacrime scendono sulle guance e le battutine scompaiono d’incanto.

Smilla è una randagia che ha passato il suo primo anno e mezzo di vita tra canili, abbandoni, violenze e fame. Poi è venuta a vivere con me e piano piano ha ripreso a comportarsi da cane, ad abbaiare, muovere la coda ecc., tutte cose che si guardava bene dal fare probabilmente pensando che “meno mi si vede e meno botte prendo!”

Con me ha vissuto in tante case, io mi ero separato da poco dalla mia ex moglie e per alcuni anni sono stato ramingo, ha fatto molti viaggi e soprattutto condivide con me ogni attimo della giornata. Finché ho lavorato in psichiatria potevo portarla con me, poi da quando sono free lance, il problema non si pone nemmeno. Nel tempo è diventata molto conosciuta, per il suo modo di fare e per il fatto di essere sempre con me. Mi capita a volte che delle persone per strada salutino lei e me no, insomma è un cane a cui è data la possibilità di vivere alla pari con gli altri viventi ( anche perché questa è la conditio sine qua non per poter stare in mia compagnia ).

Leonardo: Hai girato l’Italia – conosciuto decine di associazioni e centinaia di attivisti insieme a Smilla. Un bilancio? Il movimento italiano, conflitti web imbecilli a parte, quanto è unito? Chi siamo noi attivisti? Cosa ne pensa Smilla?

Paolo e Smilla: Ho trovato un arcipelago di associazioni, una moltitudine di persone mosse da grandi ideali e da forte volontà di far bene. Purtroppo i conflitti web cretini a cui fai riferimento, sono purtroppo sintomatici della deriva a volte personalistica che queste diatribe hanno preso. C’è molta confusione, un bel po’ di ignoranza e sufficiente narcisismo da farmi pensare, da buon anarchico, che l’animale uomo non è maturo ancora per autogovernarsi. Ho visto persone che si definivano antispecisti deboli tessere le lodi di persone che a loro volta erano lodati da antispecisti politici e viceversa. Vegani da due giorni che facevano le pulci a vegetariani di lungo corso senza pensare che hanno salvato più animali i vegetariani ventennali che gli altri.

Di mio dico che mi interessa la salvezza degli animali e queste coglionerie le lascerei al PD, perché, come dice Smilla, mentre voi fate a gara a chi è più antispecista, i miei fratelli muoiono a milioni.

Leonardo: Prossimo progetto? Che fate, vi affittate un aereo? … No, scherzi a parte. Come vuoi continuare questa dimostrazione che esiste, davvero, un rapporto con gli animali ancora tutto da esplorare?

Paolo e Smilla: Il prossimo progetto si chiamerà Jaguar Smilla e faremo il giro dei golf club d’Europa per dare testimonianza dell’importante lavoro che queste persone fanno per l’umanità. A parte gli scherzi, se troveremo i soldini, faremo “Sidecar Smilla 2. La vendetta del randagio”. Con ogni probabilità sarà nelle regioni del Sud Italia, anche se un giretto in Nord Europa dove praticano la zooerastia…

Vedremo. Di sicuro qualcosa faremo a costo di andare a rubare in chiesa.

Leonardo: Che rapporto c’è, a tuo avviso, tra tutte le manifestazioni teoriche dell’antispecismo e la pratica come tu l’hai vissuta? Alla fine del libro consigli molti libri teorici – perché? Che nesso vedi tu, con la tua esperienza, tra teoria e prassi?

Paolo e Smilla: Credo che senza una solida base teorica sia difficile poter avere una prassi efficace. Questo è uno dei motivi sui consigli di lettura che ho dato. La pratica dell’antispecismo va costruita passo a passo, dall’alimentazione all’attivismo, alla liberazione degli animali, anzi qui apro una piccola parentesi e spezzo una lancia nei confronti delle liberazioni a volto scoperto. Per anni ho pensato che le liberazioni andassero condotte con le tecniche e i modi della guerriglia urbana, con commandos ben addestrati che facessero il massimo danno alle strutture con il minor rischio possibile, per tutti. Ho cambiato idea: secondo me i tempi sono maturi per un cambio di modalità e forse le liberazioni a viso scoperto sono la soluzione per far capire che liberare è giusto.

Quindi studiare molto, sempre e dimostrare con il proprio vivere che è possibile essere vegani, antispecisti e magari anche felici.

Ricordo che l’8 febbraio Animal Equality e Gallinae in Fabula presenteranno il libro di Paolo (e Smilla) presso la Città dell’Altra Economia, a Roma; i due protagonisti saranno presenti per raccontarci dal vivo questa loro bella esperienza. L’evento avrà inizio alle ore 19,00. Per ogni informazione consultare la relativa pagina FB.

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This entry was posted on January 21, 2014 by in Attivismo, Intervista.

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