Gallinae in Fabula Onlus

Piattaforma di volontariato (ONLUS) e ricerca sulla diversità a partire dall'animalità e la biodiversità

Esercizi di ospitalità

di Valentina Sonzogni

L’animale ci guarda e noi siamo nudi davanti a lui. E pensare comincia forse proprio qui.
Jacques Derrida

Tiziana Pers: se non ci fosse, bisognerebbe inventarla, come recitava una pubblicità di quando entrambe eravamo bambine. Nel 1980, ad appena quattro anni, Tiziana si prende cura di un pony, Fulmine, che sta per essere mandato al macello dai suoi proprietari. Tiziana, grazie a sua madre, riesce a salvare il pony, che rimane a vivere con lei per trent’anni, diventando, per così dire, partner nel suo primo “esperimento artistico”. Nello scambio di una vita per il denaro, lei comprende l’altro e questa consapevolezza le si assopisce dentro. Tiziana impara ad allevare i cavalli e li “doma” alla sua maniera, utilizzando un metodo basato sull’etologia e sull’interazione tra uomo e animale. In seguito, compresa la violenza implicita nell’idea di allevare un animale per la vendita, chiude con l’allevamento e continua a salvare degli animali dal macello mediante le sue azioni artistiche. Si laurea e diventa anche Dottore di ricerca e mette al mondo Ivan. La voce dell’altro, intanto, parla sempre più forte nella sua coscienza.

Ed ecco anche me stessa, pressappoco negli stessi anni, in una sala buia di un cinema. Con mio padre e mia sorella attendiamo con ansia l’inizio del film Fantasia di Walt Disney. Prima del cartone, però, si proietta un cortometraggio animato dal titolo L’asinello. Nel cartone, un bambino è mandato da suo padre a vendere il suo migliore amico, un asino di nome Piccolo, che non ce la fa più a lavorare. L’asino è talmente malridotto che, al mercato, risveglia l’interesse solamente di un commerciante di pelle e di uno scommettitore di cavalli che si offrono di comprarlo per destinarlo, ovviamente, a una brutta fine. Rifiutati i vari compratori, asino e bambino vengono scherniti e Piccolo, per difendere il suo amico umano, sferra un bel calcio ai mercanti cattivi. Sconsolati, alla fine di una dura giornata, i due incontrano un uomo, un falegname, che si offre di prendere Piccolo e di averne cura. Quindi, dopo aver preso in consegna l’asinello, si allontana, accompagnato da una stella cometa: quell’uomo è Giuseppe e renderà l’asinello eterno, assistendo alla nascita di Gesù. Anche io capisco l’altro e anche quell’idea si addormenta in una qualche parte profonda di me. Gli anni passano, insieme a tanti amici non umani e a tante bistecche, fino a un giorno, quel giorno in cui un muso, quello dell’altro, mi osserva tra le griglie di un autocarro che lo porta al macello. E, come Derrida, mi vergogno, anche se sono vestita.

locandina rivoli

Il 19 dicembre 2013, ai bambini di una scuola media piemontese potrebbe essere successo quello che, tanti anni fa, accadde a noi. Nell’ambito della mostra “Marinella Senatore. Costruire Comunità”, allestito nella Manica Lunga del Castello di Rivoli, Tiziana ha effettuato una performance intitolata “I see you” nello spazio “Movie Set”.
La mostra, a cura di Marcella Beccaria, pur essendo la prima retrospettiva di questa giovane e talentuosa artista, è allo stesso tempo un laboratorio di sperimentazione per altri artisti che possono prenotare tre spazi messi loro a disposizione da Senatore e dal museo. Le loro partecipazioni divengono a loro volta delle “opere d’arte”, che gli spettatori possono ammirare tra le molte opere che popolano il grande spazio della Manica Lunga.
Durante l’azione performativa, Tiziana, accompagnata da un gruppo di bambini, si collega via skype con Cometa Morena, un’asinella salvata da un commerciante che stava per mandarla al macello. I bambini sono invitati a dialogare con l’asina, leggendo delle frasi, selezionate dall’artista e stampate su fogli sparsi a terra, oppure a parlare direttamente con Cometa che, in un luogo protetto sulle colline friulane, segue quello che succede sullo schermo mentre mangia una carota.
L’empatia tra i cuccioli di umano e l’animale non umano è scattata immediatamente. Tiziana ha spiegato loro che Cometa è stata salvata dal macello e che, grazie a loro che in quel momento si trovano lì, continuerà a vivere. Non a caso, pur sapendo che Cometa è stata salvata grazie alle generose donazioni e al lavoro degli attivisti, Tiziana ho detto loro: “Cometa è viva grazie a voi”, estendendo ai bambini il concetto di partecipazione e di azione individuale.
Alcuni bambini hanno pianto, alcuni hanno raccontato delle storie, altri hanno ascoltato, ma non c’è stato nessuno che non abbia partecipato, provando, se ce ne fosse bisogno, che in un certo momento della vita di un futuro uomo o di una futura donna, in un veloce, transitorio momento, c’è la possibilità di porre ascolto all’altro animale, quello non umano.

Nella sua pratica artistica, Tiziana applica la formula del baratto a un animale destinato alla macellazione che verrà scambiato con un’opera. La sua arte si fa moneta di scambio, ma il prezzo dell’opera non viene quantificato in una somma di denaro, bensì con una vera vita. In apparenza si tratta di un’operazione piuttosto semplice, che sottrae l’animale e l’opera agli usuali meccanismi del mondo dell’arte e dell’allevamento rispettivamente, mentre si interroga sul valore dell’opera e sul valore della vita al tempo stesso. Il senso profondo di questa operazione è però oltre, in ciò che rimane, nel risultato: l’animale, quell’animale, è vivo.
Alcuni progetti, però, presentano degli imprevisti e, nel caso di I see you, l’artista si è trovata a fronteggiare una situazione complessa e inaspettata e a dover creare una nuova modalità di scambio,  poiché il commerciante aveva bisogno urgente di soldi, e per questo era intenzionato a macellare rapidamente alcuni animali. Quindi, anche se avesse barattato l’animale con il dipinto, l’operazione non sarebbe servita effettivamente a salvare una vita nel bilancio complessivo, poiché lui avrebbe comunque macellato un altro animale per incassare subito.
Tiziana vuole però che sia concretamente l’arte a salvare Cometa e allora si immerge, insieme all’asina, nel cuore di questo dilemma mettendo allo scoperto i meccanismi e le insidie dei sistemi di scambio economico, seppur “deviati” per un buon fine come in questo caso. Tiziana coinvolge allora un altro “agente” nel sistema: un collezionista che paga il commerciante, e viene a sua volta ripagato dall’artista con un dipinto. Alla fine del gioco l’equilibrio della pratica artistica di Tiziana è stata mantenuta: l’asina non è stata comprata ma pagata con un dipinto.
È un processo non scevro da molti dubbi e quesiti e, per molti versi, provocatorio ma sembra davvero uno dei primi tentativi concreti di far incontrare l’arte e il mondo animale su un livello nuovo e permeato di antispecismo, in un’era, la nostra, che può essere considerata come la preistoria dei diritti animali.
Mi pare interessante riportare che, nei luoghi di dolore dove transita per la sua pratica artistica, Tiziana non sceglie mai l’animale da portare via, ma chiede al mercante di prenderne uno a caso. Quei momenti, racconta, sono occasioni di grande sofferenza e l’unico modo di metabolizzare questo dolore è la pratica artistica che, di rimando, utilizza per veicolare questo dolore e per continuare a salvare delle vite non umane.

Pio Pio_Cous Cous

Tiziana Pers,Pio Pio_Cous Cous, 2008, performance. Courtesy l’artista

Il metodo con cui Tiziana lavora è completamente sperimentale. Dalla serie di Pandora iniziata nel 2007 fa parte Pandora _2: The First Supper del 2009, in cui gli animali (in questo caso cavalli, della quale è una grande esperta) sono invitati a unirsi al pasto degli umani, al quale partecipano come convitati e non come cibo.
In Bagamoyo del 2008 e in White Shores del 2010, gli schiavi gettati in acqua a Zanzibar, uno dei più importanti centri di traffico di schiavi all’inizio dell’ottocento, sono messi in relazione ai corvi che vennero introdotti nell’ecosistema per cibarsi dei cadaveri che si arenavano sulla riva. Due vittime dello stesso sistema di potere.
In Pio Pio_Cous Cous del 2008, Tiziana documenta l’avvenuto invito a cena di un gruppo di persone insieme a un pollo, salvato da un allevamento, che razzola in cucina. Gli invitati sembrano a disagio, forse pensano che al pollo verrà tirato il collo davanti a loro, non sapendo che Tiziana ha già cucinato per la cena una pietanza vegana. Compreso il loro sconcerto, se ne serve per la sua azione e lascia loro credere che sia così, finquando il pollo Pio Pio è invitato a tavola con loro e può servirsi di cous cous. Eccolo, l’altro.

Tiziana Pers, Butcher’s Shop of Life, 2007 – 2013, serie di azioni, installazioni e dipinti a olio su tela. Courtesy l’artista

Tiziana Pers, Butcher’s Shop of Life, 2007 – 2013, serie di azioni, installazioni e dipinti a olio su tela. Courtesy l’artista

Con l’altro, Tiziana sperimenta le modalità di vivere la maternità e il gioco, quando ad esempio si mette a confronto con una mamma coniglia e i suoi piccoli che cercano un momento di gioco nella gabbia angusta che li “ospita” in un allevamento intensivo in qualche parte del mondo. Oppure esplora l’altra anima, nei ritratti sofferti di pecore, conigli e mucche ritratti nella propria dolorosa identità. Oppure diventa lei stessa un animale da macello, riportando sul suo corpo i “tagli “ classici della carne: coscia, spalla, controfiletto, costata; o diviene un albero o un’altra creatura miracolosa come in Rebirth, 2006-2008. In questo video, l’artista si trasforma in un Axolotl, una salamandra, animale anfibio in grado di rigenerare parti del corpo e che può potenzialmente diventare un animale terrestre perdendo branchie, cambiando pelle e uscendo definitivamente dall’acqua. Come la salamandra,  l’artista coltiva la visione di un processo salvifico e riparatore al fondo della sua arte. Nella sua narrazione, i conigli saranno liberati da ALF (Animal Liberation Front) come nell’installazione At the End of the Mirror, 2012. Cometa con la sua amica Stella, entrambe destinate al terrore freddo del macello natalizio, saranno libere di scaldarsi in una stalla protetta.

Tiziana Pers, The Box of Wonders, 2012, installazione. Courtesy l’artista

Tiziana Pers, The Box of Wonders, 2012, installazione. Courtesy l’artista

Oltre alla sua pratica artistica, nel 2011 Tiziana, insieme a sua sorella, l’artista Isabella Pers e con la collaborazione di Giovanni Marta e Vulcano, ha ideato RAVE-East Village Artist Residency program: “una residenza per artisti eminenti nella campagna friulana, che permette ad un’artista internazionale di trascorrere un mese tra le terre care a Pasolini per condurre la propria ricerca in affinità con i luoghi ed il territorio rurale.” A cominciare da Adrian Paci, gli artisti che lì trascorrono la propria residenza artistica si trovano a contatto con i cosiddetti “animali da reddito” salvati dall’industria alimentare e diventano, con la loro arte, veicolo di una diversa consapevolezza in un mondo, quello dell’arte, che manca ancora di un discorso radicale sull’animalità.

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Tiziana Pers, I see you, 2013, performance nell’ambito della mostra “Marinella Senatore. Costruire comunità”, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. Courtesy l’artista, Foto Isabella Pers

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Tiziana Pers, I see you, 2013, performance nell’ambito della mostra “Marinella Senatore. Costruire comunità”, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. Courtesy l’artista, Foto Isabella Pers

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Tiziana Pers, I see you, 2013, performance nell’ambito della mostra “Marinella Senatore. Costruire comunità”, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. Courtesy l’artista, Foto Isabella Pers

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Tiziana Pers, I see you, 2013, performance nell’ambito della mostra “Marinella Senatore. Costruire comunità”, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. Courtesy l’artista, Foto Isabella Pers

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Tiziana Pers, I see you, 2013, performance nell’ambito della mostra “Marinella Senatore. Costruire comunità”, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. Courtesy l’artista, Foto Isabella Pers

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Tiziana Pers, I see you, 2013, performance nell’ambito della mostra “Marinella Senatore. Costruire comunità”, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. Courtesy l’artista, Foto Isabella Pers

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Tiziana Pers, I see you, 2013, performance nell’ambito della mostra “Marinella Senatore. Costruire comunità”, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. Courtesy l’artista, Foto Isabella Pers

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Tiziana Pers, I see you, 2013, performance nell’ambito della mostra “Marinella Senatore. Costruire comunità”, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. Courtesy l’artista, Foto Isabella Pers

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Tiziana Pers, I see you, 2013, performance nell’ambito della mostra “Marinella Senatore. Costruire comunità”, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. Courtesy l’artista, Foto Isabella Pers

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Tiziana Pers, I see you, 2013, performance nell’ambito della mostra “Marinella Senatore. Costruire comunità”, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. Courtesy l’artista, Foto Isabella Pers

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Tiziana Pers, I see you, 2013, performance nell’ambito della mostra “Marinella Senatore. Costruire comunità”, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. Courtesy l’artista, Foto Isabella Pers

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3 comments on “Esercizi di ospitalità

  1. Graziano Cesario
    January 13, 2014

    Ma come si fa a mettere di fianco una foto di maialini ad una di bambini?Ma vi state rendendo conto che state dando corda ai pensieri di persone con seri e gravissimi problemi psichici?Tra l’altro, parte con la storiella di San Giuseppe (Gesù non era vegetariano, ricordatelo) che manco si sa se sia una storiella di fantasia come Iliade ed Odissea (niente di più facile) o il delirio di un pazzo..e poi, il calcio l’asino l’ha dato per chissà quale motivo, forse infastidito, forse aveva mal di schiena per i cazzi suoi…ma dai…

    Ah, da appassionato di anfibi, lo sapete come sono state scoperte tutte le informazioni sull’axolotl che l'”artista” fornisce?Con la sperimentazione animale, stagliuzzando decine se non centinaia di axolotl vivi, osservando come rigeneravano gli arti (e solo quelli, se togliete loro la testa, ad esempio, muoiono), uccidendoli ed analizzandone il contenuto ormonale per capire di quale ormone fossero carenti etc etc etc…ah, beata ignoranza….

  2. Giovanni
    January 13, 2014

    Ho letto con grande piacere questo articolo, la storia delle azioni artistiche di questa donna è davvero l’esempio di nuove voci per parlare di e con gli altri animali. sono rimasto colpito su come i bambini siano immediatamente capaci di capire e di trarre tutte le esatte conseguenze di quello che viene loro comunicato e fatto vivere

  3. Pingback: Esercizi di ospitalità | Coin Tray

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This entry was posted on January 13, 2014 by in Arte, Articolo.

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