Gallinae in Fabula Onlus

Piattaforma di volontariato (ONLUS) e ricerca sulla diversità a partire dall'animalità e la biodiversità

Una risposta alla futura collega Giulia Corsini

di Michela Pettorali 

Ho letto solo stamani la risposta di Giulia Corsini: la persona che definivo “tutor” e che credevo mia7836889934_97457cc1a6_o collega.

Giulia, preferisco chiamarla per nome, trae una serie di conclusioni dalla lettura del mio articolo che alla fine non fanno altro che dare ragione alla finalità del mio precedente articolo. Ma cerchiamo di andare per gradi.

Giulia inizia il suo “feroce” attacco così:

Si voleva forse dare una tinta di autorità al pezzo, che con la figura professionale del medico veterinario ha in realtà poco a che fare?

Per prima cosa dobbiamo rendere noto alla stessa che da giorni, sui giornali, si abusava dello stereotipo, errato, del Veterinario amante degli animali (negli articoli che riguardavano il caso Simonsen) dando per scontato che, se proprio lei, studentessa di veterinaria e vegetariana era a favore della sperimentazione, allora non dovevano esserci problemi di sorta (quindi … non so chi abbia dato più lustro alle proprie affermazioni).

Ora, di fatto, io sono un Medico Veterinario.  Certo, questo non mi impedisce di fare considerazioni etiche, o parlare di esperienze personali legate al mio percorso, ma capisco il punto di vista di Giulia e del suo gruppo e, infatti, e più volte – proprio all’interno dello stesso e in svariate discussioni – è stato detto che l’etica e la scienza non collimano, non si sposano … insomma: soprattutto quando riguarda la sperimentazione animale.

Ma andiamo avanti: Giulia si lamenta del fatto che l’ho citata, così, senza motivo… ma in realtà non ho fatto altro che citare una persona che aveva più volte tirato in ballo la stessa Caterina come sua amica e consigliera e sicuramente, ma è chiaro a chiunque abbia un minimo di senso critico e sappia leggere, non attribuisco le sue idee a Caterina …  infatti non ne parlo proprio (insomma, che se la vedano tra di loro, le due future colleghe).

Andando avanti nella lettura, Giulia riporta questo stralcio del mio pezzo:

“Caterina, considerandola quindi una persona che, vista la sua vulnerabilità sull’argomento, è stata strumentalizzata, che si è purificata col sacro fuoco della scienza; ma non potrei mai affermare che ama la vita perché è vegetariana, perché studia veterinaria e perché si fa ritrarre abbarbicata al suo cane personale con occhi languidi: Caterina,giustamente, ama la vita, la SUA vita e il SUO cane, non gli animali, tutti”.

In questo caso si lamenta innanzi tutto che io non parli di sperimentazione animale (le è semplicemente sfuggito che non era nelle mie intenzioni … evidentemente non possiamo prescindere dal dogma!) ma la cosa grave e in malafede è che mi attribuisce parole che non ho detto, ovvero che la capacità di raziocinio e la forza di Caterina siano inficiate dalla sua malattia.

Le capacità di raziocinio di Caterina sono perfettamente intatte, infatti è a favore della sperimentazione solo perché le è stata proposta come una via di salvezza … ma chi non farebbe come lei? La sua capacità di raziocinio è perfettamente funzionante, infatti, ho affermato che lei ama la sua vita e chiunque con un minimo di raziocinio, come lo definisce Giulia, direbbe la stessa cosa. Il problema non è il raziocinio: il problema è che non ci sono scelte, anzi, ci sono – o la tua vita o quella degli animali (senza considerare che anche gli uomini sono cavie esattamente come gli animali).

Si parla anche della mia vocina interiore, capisco che Giulia non ascolti nessuna vocina. Almeno, lo immagino – è evidente che anche se l’avesse non sarebbe certo quella di Mickey Mouse. Giulia sente solo il richiamo dell’onestà della scienza, argomento che riprende dopo, sostenendo, nemmeno tanto velatamente, che sono un veterinario disonesto. Sicuramente, mi si consenta la battuta, la futura collega deve ancora studiare la deontologia professionale!

Infine, la cara Giulia, procede con l’analizzare la situazione veterinaria italiana (cosa che, per altro, avevo già analizzato anche io in altra sede, pur se in modo embrionale, parlando appunto di salute pubblica e quindi di salute umana … ma la sua passione per l’argomentazione scientifica non l’ha aiutata a capire!) ponendo malignamente l’accento sul fatto che così io mi conquisterei clienti tra gli animalisti estremisti e confermando poi, subito dopo, in modo abbastanza diretto, quello che io ho scritto nel mio articolo: il medico veterinario non è un amante degli animali – vero, sacrosanto, provato razionalmente, e Giulia mi ha dato anche il suo placet. Infatti, come Giulia  saprà meglio di me, la figura del Medico Veterinario in Italia nasce come riparatore di macchine animali belliche – ovvero per rimettere in sesto i cavalli usati in battaglia.

 Concludo dicendo che auguro sinceramente a Caterina di stare meglio. Che nessuno le rivolga mai più auguri del genere anche se, come sappiamo, non sono stati i tanto stigmatizzati “animalisti/nazisti”; mentre a Giulia, vorrei dire, auguro un radioso futuro da Medico Veterinario impegnato nella salute umana: come recita sia il giuramento che la legislazione vigente.

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One comment on “Una risposta alla futura collega Giulia Corsini

  1. daniele
    March 20, 2014

    Giulia corsini, come Marco Vinci di AFDSA, parlano parlano e intanto bloccano le persone che la pensano diversamente, come mi è capitato piu volte (e SENZA insultare)

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This entry was posted on January 5, 2014 by in Articolo, Attivismo.

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