Gallinae in Fabula Onlus

Piattaforma di volontariato (ONLUS) e ricerca sulla diversità a partire dall'animalità e la biodiversità

I “nazi-animalisti”, ovvero “il bue che dice cornuto all’asino”

di Andrea Romeo

Ognuno è come il cielo l’ha fatto, e qualche volta molto peggio.”

 Miguel de Cervantes

Ho trovato, grazie a una spia delle lobby animaliste organizzate a livello planetario e che complottano per la distruzione del pianeta, una nota della studentessa di veterinaria Giulia Corsini, la giovane ragazza che ha sposato la causa pro-SA con tutte le sue forze, facendone una sorta di battaglia personale spinta dall’ideologia specista (e non solo, direi anche razzista, come vedremo grazie alla nota che lei stessa ci ha donato in questo suo post) che la pervade1. In questa nota la giovane studentessa di veterinaria sostiene che “gli animalisti, tra le storie che portano per screditare quanto affermato da Caterina Simonsen sul tema della Sperimentazione Animale, tirano in ballo molto spesso la sottoscritta.”, portando ad esempio una breve riflessione della dottoressa Michela Pettorali pubblicata sul blog animalista e antispecista Gallinae in Fabula nonché, alla fine della nota della studentessa Corsini, un mio articolo sul caso Simonsen e sui nazi-animalisti 2 sostenendo tra l’altro che:

Quanta ipocrisia. Se questa mia nota verrà diffusa mi piacerebbe proprio sapere come correggeranno il tiro e che nuove favole inventeranno.”.

Tralasciando i commenti della studentessa Corsini rivolti alla dottoressa Pettorali, in quanto la questione non mi riguarda personalmente, mi concentrerò sull’ultima parte della nota della studentessa di veterinaria, giusto perché ha tirato in ballo anche me (tutti in pista!) sostenendo che io (e gli animalisti in generale, nessuno escluso) inventi favole, che “gli animalisti” (che calderone!) avremmo una visione disneyana della vita (e la pubblicità dello yogurt che cresce sugli alberi, e che sarebbe fondamentale per la salute di scimmioni svezzati, dove la mettiamo?), quindi per correttezza e anche, e forse soprattutto, perché credo vi siano i presupposti per fare ulteriori interessanti riflessioni su quegli anti-animalisti che portano le caratteristiche di gente come la protagonista di questa avvincente storia la studentessa Corsini, ho deciso di scrivere queste riflessioni.

Innanzitutto non tornerò sul caso Simonsen: che sia una storia montata ad hoc, con l’aiuto della stampa (vomitus matutinus!) e strumentalizzata fino all’estremo un po’ da tutti i pro-tester, non si discute3. Questo nonostante, tra l’altro, un ambiguo commento pubblicato in data 21 dicembre 2013 dalla stessa Corsini su una delle sue pagine in rete poco prima che il caso Simonsen facesse la sua comparsa su tutta la stampa nazionale, commento che lascerebbe pensare non soltanto che il caso Simonsen sia stato costruito ad hoc, ma perfino che, contrariamente da quanto sostenuto dalla nostra pro-tester la Corsini nella nota in questione, la stessa avrebbe giocato un ruolo chiave nella diffusione, e quindi  nella strumentalizzazione, di questa montatura.

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A qualsiasi cosa si riferisca il sacrosanto concetto che “avere buone idee ripaga”, perché corredarlo del link all’articolo su Caterina Simonsen?”

Comunque sia, tralasciando la questione Simonsen, invece la lettura di questa nota della Corsini mi porta a fare ulteriori riflessioni sulla questione dei nazi-animalisti. E’ arrivato il momento di dire che in Italia abbiamo studenti – gente nemmeno laureata dunque – che pensano di saperne di più di ricercatori che studiano da una vita un dato topic: un esempio è la studentessa Corsini. A mio vedere la cosa fa molto onore a questi “sbarbatelli” che non sono neppure laureati e che già cercano di cambiare il mondo per modellarlo a loro immagine e somiglianza (a prescindere dalla forma del loro simulacro, talvolta ahimè non molto bello da vedere): l’umiltà qui da noi è un optional!

Tuttavia, devo ammetterlo, è quasi commovente la grinta che mostrano persone come la Corsini, spinte da ideali puri, veri, “il bene della specie umana”, questo è il loro motto! Tant’è che pur di far valere la propria ideologia e visione del mondo, un mondo con esseri viventi di serie A e di serie B come negli allevamenti o in quei luoghi ove vi sono cavie umane e non umane destinate alla ricerca, un mondo dove i cacciatori possano fare i loro porci comodi in giro per i boschi, dove le violenze sugli animali sia la norma e non il caso, coi circhi, gli agnelli sgozzati in nome di Dio Onnipotente, l’uomo (non tutti eh, con le dovute differenze) messo sempre e comunque al centro di ogni cosa, in nome di questa “utopia” (riuscite soltanto ad immaginarlo questo mondo futuristico?) la Corsini ha cercato alleati di ogni sorta: Federfauna ad esempio, il cui nome è già tutto un programma. E che programma! Cacciatori, allevatori, circensi, venditori di pellicce, politicanti come il “tollerante” Giovanardi famoso per la sua politica contro i gay, contro ogni forma di diversità.

Come in quella famosa foto coi partigiani, tutti insieme, mano per la mano, appassionatamente, in nome di un mondo che resti così com’è, sempre uguale a quello che abbiamo costruito fin dalla preistoria (e rispetto a cui fondamentalmente e’ cambiato poco), cantando tutti insieme, attorno ad una chitarra ed un allegro bivacco, nel mentre si sacrifica un maiale (ovviamente) come tradizione preistorica impone, “nella vecchia fattoria!”!

Questo secondo i ricercatori (perché notoriamente i ricercatori sono tradizionalisti! Come del resto la stessa parola “ricerca” suggerisce!) che appoggiano pro-test è il migliore dei mondi possibili! Perché non includono anche la mafia siciliana nel gruppo? Anche i mafiosi (famosi “ricercatori” anche loro!) sono grandi degustatori di bistecche, amano la caccia, si scambiano cassate di ricotta per natale, sgozzano agnelli per pasqua, talvolta sperimentano “cose” su poveri malcapitati (ad esempio testano la potenza del tritolo o quella di un acido o del cemento) e fanno tutte queste belle cose. In un recente video su Cosanostra, pubblicato su Repubblica in questi giorni dai Carabinieri, viene affermato infatti proprio che:

“Una volta si diceva che le massime aspirazioni del siciliano fossero tre: mangiare carne; comandare carne; cavalcare carne. La tavola, per i boss mafiosi siciliani, è sempre stato un luogo sacro, un vero e proprio rito. Il cibo considerato come misuratore di potere, di prestigio, forse anche come una forma di risarcimento per una fame atavica. Intorno alla tavola si sono dichiarate guerre, si sono stipulati patti, si sono rafforzate alleanze e si sono decisi anche omicidi: in quel caso si può parlare del cibo che strozza.” (http://video.repubblica.it/cronaca/padrini-a-tavola-cosi-i-boss-di-cosa-nostra-riorganizzano-la-cupola/151684?ref=fbpr)

Corsini! Colga la palla al balzo! Per lei che, racconta lo spionaggio animalista internazionale, è una amante di bistecche e altre raffinatezze di questo genere, questi potrebbero essere gli alleati perfetti per una ricerca pura, quasi divina, portata avanti da logici e razionali esemplari della nostra avanzatissima specie! Credo che darebbero una mano ben volentieri alla vostra causa! Magari partendo da una bella tavolata!

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corsini bistecche

Dicevamo che la Corsini, veterinaria pro-test amante degli animali cotti alla brace (ma Caterina non diceva che bisognerebbe discutere degli allevamenti? Della caccia? Delle altre forme di sfruttamento? Questo sembra sfuggire alla Corsini, o forse ricordo male io) sembrerebbe anche ella un po’ razzista: di solito quando lo specismo si manifesta a livelli così elevati, è facile riuscire a svelare anche le altre fantastiche qualità che ruotano attorno a questa mentalità solitamente connesse (sessismo, razzismo, etc.). Queste vengono fuori da sole, spontaneamente, senza bisogno di far nulla. Avevamo già visto i commenti di quegli individui pro-tester che recitavano frasi in cui auguravano la morte, l’internamento e lo sterminio degli “animalari”, aiutati dai “ricercatori” (detto da loro almeno – e noi vogliamo fidarci!) accondiscendenti che gestiscono queste pagine, e che per questo non pubblicherò nuovamente4, ma evidenzio comunque una frase molto diffusa, ripetuta tipo quelle cantilene dei bambini piccoli che recitano usque ad mortem quando vogliono offendersi a vicenda:

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Si osserva come in pratica i cosiddetti anti-animalisti, nella galassia (o quasi una rete proprio nel senso di “trappola”) costruita in internet dagli anti-vegetariani, anti-vegani e chi più ne ha più ne metta, auspichino che soltanto la loro “razza” (i “razionali” come si definiscono, contro quelli che invece avrebbero una qualche forma di “degenerazione empatica”), o meglio soltanto chi la pensa allo stesso modo sul rapporto “umano-resto del mondo”, possa aver diritto di parola: questo e’ gravissimo! Persone che si spacciano per “ricercatori”, status che conferisce loro (sempre a loro vedere) automaticamente una sorta di “superiorità” contro invece gente da internare perché contraria alle pratiche che derivano dal porre l’uomo (occidentale, presumibilmente bianco) al centro dell’Universo1: aut Caesar, aut nihil! Questi soggetti dunque chiuderebbero volentieri, a chi la pensa diversamente ed invischiandosene della tunica bianca come simbolo di onnipotenza, la bocca, metterebbero a tacere chiunque critichi questa scienza intesa come unico mondo possibile così come si mostra, senza alcuna autocritica, in quanto entità perfetta sostenuta da individui superiori spinti da motivazioni sublimi, altruistiche o, meglio, paternalistiche (loro conoscono il bene dell’umanità). I nazi-animalisti dovrebbero allora perdere il diritto di votare, avendo gli specisti sposato una causa – creando una nuova forma di fanatismo, uno scientismo che di fatto è anti-scientifico visto che non ha l’elasticità di prendere in considerazione nuove vie a priori, e tra l’altro spesso e volentieri portato avanti da gente senza i titoli, quindi spinta soltanto dall’ideologia, e che si avvale di “tecniche populistiche”! – che, a loro vedere, sembra essere l’unica possibile2.

Pongono perfino l’antispecismo, costruito sulle teorie di scienziati e di filosofi utilitaristi (logici quindi), ma anche di grandi icone della filosofia occidentale, teorici come Derrida, Foucault o i Francofortesi tanto per citare alcuni tra i più illustri nomi che influenzano la teoria antispecista, accanto a complottisti e ciarlatani della rete! Non ci sono parole! Pura demagogia!

E la nostra Corsini? Anche lei toglierebbe volentieri il diritto di votare a chi ha una visione del mondo diversa dalla sua e di chi la appoggia per i motivi più svariati, siano interessi economici (o legati alle papille gustative) come quelli della sua alleata Federfauna ad esempio, o ideologici come quella degli specisti che non riuscirebbero mai a rinunciare all’irresistibile sapore delle ostriche tanto care a Cosanostra:

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E non abbiamo mica avuto bisogno di andare a cercare nel suo profilo (come lei afferma!)! Se lo avessimo fatto chissà cos’altro saremmo andati a pescare! Questa frase ce l’ha data lei stessa nella sua nota in questione, servita su un vassoio d’argento! E non è tutto. Andiamo a leggere anche i commenti dei suoi seguaci:

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Gente che, come di routine, si augura che la selezione naturale faccia il suo corso e quindi l’avvento di un mondo “intellettualmente più pulito” (sniff sniff – sento odore di fanatismo e di razzismo! Lo sterminio degli animalisti e l’avvento della specie umana illuminata ed evoluta, una neo super-razza che domina ogni forma di vita sul pianeta!). Se la cosa fosse fine a se stessa a chi importerebbe in fondo? Il problema e’, al contrario, che questa mentalità talvolta si trasforma in violenza reale, come accaduto ultimamente a Milano dove un gruppo di pro-tester ha distrutto il finestrino dell’auto della vice-presidente dell’associazione Freccia 45 che mostrava un adesivo a favore della ricerca senza animali: chi e’ qui il vero nazista? (http://www.geapress.org/altre-news/milano-vedono-ladesivo-antivivisezionista-e-spaccano-il-vetro/50159)

Qualcun altro, come al solito, sostiene che chi non è favorevole alla s.a. non dovrebbe ricevere cure. Quindi io che credo che andrebbero finanziati fondi anche verso questo tipo di ricerche → http://milano.repubblica.it/dettaglio/con-il-laboratorio-dentro-un-chip-test-piu-veloci-e-senza-cavie/1628945, per passare a una ricerca senza animali, potrei morire in caso di incidente stradale perché l’oppiaceo che mi somministrano per addormentarmi è stato prima sperimentato su altre creature, non avendo altra scelta i ricercatori in un mondo in cui non c’è altra via che questa, dato che questo tipo di medicina risulta essere l’unica tipologia disponibile a prescindere. Sarebbe come affermare, per analogia, che chi è contrario alla violenza non dovrebbe avere nessun accesso al sistema giuridico, in una società aggressiva basata sulla competizione, sul dominio e sulla violenza (una sorta di catch 22!)!

Parlano di “coerenza” (pur non avendo altre alternative!): quindi non dovremmo dare a chi e’ pro-SA medicine scoperte senza SA?

Parlano perfino delle spese della società causate dalle manifestazioni degli animalisti contro la s.a.: e quanto ci costano a noi i morti dei loro alleati i cacciatori che di tanto in tanto vanno a sparare sfortunati che decidono di andare a fare un pic-nic nelle campagne1? Quanto ci costa, in termini di vittime umane, la sperimentazione di vaccini ed altri medicinali sui popoli del Terzo Mondo (ah già! ma quelli sono mica occidentali! e la colpa è comunque dei nazi-animalisti, giusto? La scienza non erra, in quanto errare humanum est! e gli scienziati sarebbero dunque “un po’ più umani”)? Quanto ci costano gli obesi e quelli con le arterie otturate, i prodotti degli “alleati” della ricerca gli allevatori e i loro fedelissimi consumatori di formaggi, salsicce e bisteccone? Cosa ce ne facciamo delle multinazionali del tonno (et similia) che stanno distruggendo i mari del pianeta? A cosa ci servono a noi questi soggetti che ingurgitano, come cavallette voraci, di tutto e anche di più (ammalandosi!)? Le vittime del benessere che occupano spazi negli ospedali pur mantenendo un sistema efferato e anti-economico! Possiamo noi pagare per gente che cerca il suicidio distruggendo il nostro habitat e che è causa, inoltre, in questa loro missione, della morte sistematica di milioni di vittime innocenti (umane e non umane!) dentro i mattatoi (e non solo) del nostro cotanto amato il razionale e civile Occidente, giusto per un capriccio (o abitudine indotta) del palato? …

1A proposito delle carneficine compiute dai cacciatori, si veda il bollettino di guerra dell’associazione vittime della caccia qui → http://www.vittimedellacaccia.org/

2Esempi di casi di scandali, medicine sperimentate su interi popoli o anche individui economicamente meno agiati, come quelli appartenenti al cosiddetto Terzo Mondo, ce ne sono a bizzeffe. Riportiamo ad esempio il caso “contenzioso di Kano” tanto per citarne uno, dove una nota multinazionale americano sperimento dei farmaci su dei bambini africani eludendo ogni forma di controllo: per il bene dell’umanità, ovviamente! Si consiglia sull’argomento il libro di Ben Goldacre dal titolo Effetti Collaterali http://www.librimondadori.it/libri/effetti-collaterali-ben-goldacre

3 Ma lo sanno questi signori che esiste anche l’anti-vivisezionismo scientifico? http://www.limav.org/antivivisezionismo.html

5Il mio articolo Sui nazi-animalisti e il caso Caterina S., pubblicato sul blog Gallinae in Fabula il 31 Dicembre 2013 https://gallineinfabula.wordpress.com/2013/12/31/sulla-degenerazione-dei-nazi-animalisti-e-il-caso-caterina-s-2/

6Invito a leggere l’articolo citato nella nota 5, dove troverete inoltre altri link interessanti sulla questione.

7Ibidem

 

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5 comments on “I “nazi-animalisti”, ovvero “il bue che dice cornuto all’asino”

  1. Pingback: I “nazi-animalisti”, ovvero “il bue che dice cornuto all’asino” | Animal Ludens

  2. Andrea
    January 8, 2014

    Solamente un’osservazione sui membri LIMAV, come ho reperito in un commento su un altro assurdo blog animalista, a nome di un certo Federico: Penco e Nastrucci? Quelle che usano cellule di ratti, anticorpi di coniglio, organi di topo e siero fetale bovino per le loro pubblicazioni?Cagno che è stato demolito da Padovan nel confronto che hanno avuto?Fedi che si rifiuta di rispondere ad una studentessa riguardo alla possibilità di testare in vitro l’efficacia di un pacemaker?Tedeschi che pubblica articoli con utilizzo di topi cui viene somministrato MPTP (MPTP (1-methyl-4-phenyl-1,2,3,6-tetrahydropyridine) is a neurotoxin precursor to MPP+, which causes permanent symptoms of Parkinson’s disease by destroying dopaminergic neurons in the substantia nigra of the brain. It has been used to study disease models in various animal studies.)?

    Voi che ne dite?Si può parlare di onestà intellettuale di queste persone?Ho fatto qualche ricerca e oggettivamente quanto affermato corrisponde a realtà…Penco e Nastrucci pubblicano articoli con utilizzo di animali, loro parti o derivati, Cagno è stato più volte demolito (c’è anche un pessimo – a livello di audio – video che lo dimostra), la storia di Fedi è nota e soprattutto documentata anche da video sui vari siti – blog razionali, per l’ultimo, che personalmente non avevo mai sentito nominare, èbastata una rapida ricerca su pubmed (venitemi a dire che non è affidabile…) ed in effeti l’articolo in cui induce il parkinson ai topi è presente…

  3. Pingback: Ci sedemmo dalla parte del torto, perché quella dei cretini era già occupata - Il Meglio di Internet

  4. Hue
    January 10, 2014

    Ma che ti fumi?

  5. Andrea
    January 13, 2014

    Hue, se dici a me, verifica pure i lavori pubblicati di Penco, Nastrucci e Tedeschi…quelli di Cagno non li puoi verificare perchè non ha pubblicato alcuna ricerca seria e inerente con la sperimentazione, e Fedi idem…

    Mi dispiace per te, ma quanto affermo sopra è la pura, semplice e verificabile (da chiunque) verità.

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This entry was posted on January 5, 2014 by in Articolo, Attivismo.

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