Gallinae in Fabula Onlus

Piattaforma di volontariato (ONLUS) e ricerca sulla diversità a partire dall'animalità e la biodiversità

DAL PORCELLUM ALLA PORCHETTA: IL PASSO è BREVE

di Annamaria Manzoni

R-140462837-maialeE allora? Poco male? Dov’è il problema? Il problema c’è, eccome: il linguaggio non è neutro, porta con sé una forza che deriva dal pensiero che lo sottende e  a cui attribuisce nuovo vigore. In questo caso, le conseguenze dell’uso allegro e distorto di metafore animali non sono solo quelle diluite nel tempo e scarsamente percepibili nell’immediato, ma purtroppo anche quelle concrete, quantificabili, misurabili nel grado di nuova sofferenza impartita alle vittime inconsapevoli di questa tutt’altro che divertente terminologia: i maiali. Perché è proprio dal gioco di parole, di immagini, che nasce lo spunto per un rinnovato incrudelire su di loro: questa volta è il sig. Oscar Farinetti, patron di Eataly a non farsi sfuggire la ghiotta occasione per un po’ di pubblicità a spese di altri animali: “Se cancellano il Porcellum festeggiamo con una bella porchetta arrosto per tutti i nostri clienti” esclama evidentemente soddisfatto per l’idea che deve sembrargli veramente spiritosa. “L‘offerta è valida fino a settembre”, specifica nel suo appello culinario, che spera possa sortire l’effetto sperato: in quel dì, pane e porchetta gratis per tutti, assicura. L’intervista (Repubblica del 27 luglio) lo vede sorridente e con l’aria di chi ha capito tutto. Il sig. Farinetti, per la cronaca,  gestisce una recente catena in grande espansione, Eataly per l’appunto, che si occupa  del “buon cibo”, quello “politicamente corretto, che unisce ristorazione e cultura, sostenibilità e responsabilità”, come si legge sul sito.

E’ questo  il nuovo che avanza? Questo è il senso di responsabilità che deve dirigere i comportamenti alimentari? Di quale responsabilità si va parlando? Di quale cultura si ciancia? Una metafora scorretta,  un vocabolario culturalmente inaccettabile che, una volta di più vede negli animali l’immenso contenitore che raccoglie in sé il peggio dei nostri comportamenti, è occasione per l’ennesima crudele ingiustizia: una bella mangiata, tra politici e nuovi imprenditori, sempre satolli e cronicamente incapaci di un pensiero critico che si stacchi dal conformismo imperante. E sullo sfondo, per chi ha voglia di guardare, maiali condotti al mattatoio, nel terrore, tra urla e dolore. Da mangiare gratis: vuoto a perdere: offre la ditta, responsabile e politicamente corretta.

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Questa voce è stata pubblicata il agosto 6, 2013 da in Articolo, Attivismo.

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